Il mito dell'Olgoi-Khorkhoi
Frank Herbert, l'autore di Dune, in fondo non ha inventato nulla! Tutti ricordano l'immagine di questi giganteschi vermi delle sabbie che caratterizzano questa saga di fantascienza. Ebbene, la Mongolia non ha nulla da invidiare, poiché possiede il suo stesso verme gigante: олгой-хорхой (pronunciato olgoi-khorkhoi), che letteralmente significa "verme dall'intestino grosso".
26 feb. 2015 Frank Herbert, l'autore di Dune, in fondo non ha inventato nulla! Tutti ricordano l'immagine di questi giganteschi vermi delle sabbie che caratterizzano questa saga di fantascienza. Ebbene, la Mongolia non ha nulla da invidiare, poiché possiede il suo stesso verme gigante: олгой-хорхой (pronunciato olgoi-khorkhoi), che letteralmente significa "verme dall'intestino grosso". Questa creatura, soprannominata anche il Verme della Morte, sembrerebbe infestare le sabbie più isolate e più aride del Gobi.
Viene descritto come un verme di un rosso scarlatto, che gli conferisce l'aspetto di un intestino di mucca, misurando tra i 60 cm e 1,50 metri di lunghezza e spesso quanto un avambraccio. Sarebbe difficile distinguere la sua testa dalla coda, poiché il verme non ha occhi né bocca visibili. Alcuni racconti lo descrivono anche con macchie scure sul corpo, spine alle due estremità. Si suppone che assomiglierebbe alla famiglia dei vermi policheti e più particolarmente all'eunice aphroditois, un verme predatore acquatico onnivoro.
Tutte sorte di storie straordinarie circolano al suo riguardo tra i mongoli della zona. Ad esempio, si dice che il verme avrebbe la capacità di sputare acido solforico, della quale anche la minima goccia farebbe arrugginire qualsiasi oggetto metallico e potrebbe uccidere un essere umano. Si racconta anche che sarebbe capace di uccidere a distanza grazie a scariche elettriche. Altri ancora sostengono che questo verme è così velenoso che il minimo contatto comporta una morte istantanea. Questo verme mitico abitarebbe sottoterra, ibernando per la maggior parte dell'anno, per svegliarsi solo durante il periodo da giugno a luglio. Si segnala che l'animale può il più delle volte essere osservato in superficie nei giorni di pioggia, quando il terreno è bagnato. Il verme avrebbe una preferenza per le rare piante parassitarie che crescono nel Gobi, come il goyo, una pianta tossica il cui sapore è un misto tra una banana e il sedano.
Benché i residenti del Gobi raccontino storie sul verme da secoli, è soltanto nel 1926 che gli occidentali ne hanno sentito parlare attraverso il libro On the Trail of Ancient Man (Sulle Tracce dell'Uomo Antico) del professore Roy Chapman Andrews. Questo paleontologo americano raccontava nell'opera il suo scetticismo riguardo all'esistenza del mostro, di cui aveva raccolto le storie presso i mongoli: "Nessuno di coloro presenti ha mai visto la creatura, ma credono fermamente nella sua esistenza e la descrivono con grande precisione".
Storia Charlène Nomadays Redattrice SEO sin dall'inizio presso Nomadays, diventata content manager e responsabile del polo comunicazione, Charlène accompagna l'avventura sin dagli inizi con passione e fedeltà. Dopo aver vissuto sette anni in Asia – dalla Cina alla Tailandia, passando per la Mongolia e la Corea del Sud – ha fatto del viaggio una maniera di essere nel mondo. Innamorata delle parole, della natura e degli incontri, si dedica a trasmettere nei suoi testi una visione sensibile, consapevole e responsabile del turismo. Ogni articolo è per lei un ponte tra curiosità, rispetto e meraviglia.


