Mongolia, il capogiro orizzontale
Mongolia, il capogiro orizzontale - Patrick Bard
Mongolia, il capogiro orizzontale - Patrick Bard
"Superati i varchi dell'aeroporto, è subito la steppa. Un cavaliere emerge all'altezza dell'auto, al galoppo, ritto sulle staffe. I lembi del suo indumento svolazzano al vento. Svolta ad angolo retto e si lancia verso l'orizzonte dove rimpicciolisce velocemente in una nuvola di polvere. Allora, è davvero così? Il mito incarnato.... Poi, d'improvviso, una pubblicità di quattro metri per tre per le carte di credito che mostra un businessman mongolo esilarante, e un'altra per i telefoni cellulari, e subito dopo i camini alti della centrale di Ulan Bator. Le sbarre scassate dei palazzi spuntano da terra. All'aria aperta, il serpente dei tubi di riscaldamento ghirlanda le strade, i terreni incolti, le piazze spelate e ondeggiano fino alle abitazioni. Una nuvola di inquinamento flotta sulla città. Studenti, il telefono all'orecchio, si incrociano con i nonni indifferenti, le gambe arcuate negli stivali da cavalleria russi affaticati. In ventiquattro chilometri, avete appena capito che ci sono due Mongolia, quella delle steppe le cui onde regolari si infrangono alle porte stesse della città, e quella di Ulan Bator, capitale, metropoli nascente dell'Asia centrale e cittadina del villaggio globale."
Nomadi che vivono al ritmo del cosmo, corse equestri sconvolgenti in spazi vertiginosi...Patrick Bard, scrittore e fotografo, ci fa vedere e ascoltare il quotidiano e la memoria di questo popolo centauro alle prese con la modernità.
Un po' meno sogno inevitabilmente, dato che Patrick Bard ha un punto di vista più giornalistico, ma un approccio lucido e realistico del paese e della sua dualità tra Ulan Bator (45% della popolazione) e il resto del paese. Da leggere per comprendere meglio la Mongolia contemporanea.


